Costi ambientali: cosa sono?
Nell’ambito del normale sviluppo economico l’analisi dei costi di qualsiasi attività è stata tradizionalmente condotta senza prendere in considerazione i cosiddetti costi esterni cioè quei costi che sono a carico dell’ambiente. Questo approccio, che fino a qualche anno fa era generalmente accettato, mostra oggi le prime incrinature grazie alla crescente attenzione verso l’ambiente, che viene ora considerato non solo come una risorsa da sfruttare ma anche come un bene universale da proteggere e tutelare nel corso degli anni e da consegnare alle generazioni future in buono stato.

La natura è di tutti
Questa linea di tendenza è evidenziata ad esempio nella direttiva 2000/60/CE del 23 ottobre 2000 relativa al quadro di azione comunitaria in materia di acque, che stabilisce che “l’acqua non è un bene commerciale al pari di altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale”. La stessa normativa, al fine di ottenere entro il 2015 un buono stato delle tutte acque (superficiali, profonde e costiere) introduce alcuni concetti innovativi, fra i quali quello di approccio combinato per il controllo dell’inquinamento e integrazione di tutti gli usi, funzioni e valori.

Attenzione all’ambiente, anche in ambito normativo
L’attenzione che recentemente è stata rivolta all’ambiente unita alla crescente ricchezza dei paesi occidentali hanno permesso una maggiore coscienza e consapevolezza del valore e dell’importanza dell’ambiente stesso ed hanno portato a una maggiore sensibilità ambientale nella valutazione dei costi esterni per tutti gli interventi che operano direttamente o indirettamente sull’ambiente. Le valutazioni di impatto ambientale e gli studi di impatto ambientale sono il tipico esempio di strumenti appositamente studiati per la stima dei costi esterni. Le normative locali, nazionali e comunitarie indicano i settori per i quali oggi è necessario studiare approfonditamente l’impatto delle opere sull’ambiente (ad esempio centrali termoelettriche, strade, termovalorizzatori, ecc.), mentre non è ancora altrettanto chiara la modalità di studio e intervento per altri problemi ambientali di rilevanza, come ad esempio il traffico urbano ed extraurbano con i relativi problemi di qualità dell’aria, che si manifestano sia durante i mesi invernali (polveri) che durante quelli estivi (ozono). Ulteriori esempi sono rappresentati dalle fonti di inquinamento diffuso quali ad esempio gli impianti di riscaldamento termoautonomo e quelle industriali. Nell’attuale sistema normativo particolare attenzione è stata rivolta alla problematica dei siti contaminati, siti cioè dove il livello di inquinamento nel sottosuolo presenta concentrazioni tali (basta che un solo elemento ecceda i limiti normativi) da giustificare un intervento migliorativo. Questo è il tipico esempio di intervento a posteriori, dovuto alla mancanza di sensibilità ambientale che ha accompagnato alcuni anni dello sviluppo economico del dopoguerra. Oggi grazie alla maggiore sensibilità ambientale si sta ponendo rimedio a queste situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica e dell’ecosistema; occorre sottolineare che il problema dei siti contaminati è particolarmente importante a causa della possibile interazione fra queste zone ad elevato inquinamento e le falde acquifere che vengono utilizzate per il fabbisogno idrico potabile (uso civile) e industriale.

Il problema pare complesso…
Gli ambiti precedentemente descritti presentano la caratteristica comune di presentare un elevato grado di complessità ambientale. Lo studio approfondito di questa tipologia di applicazioni suggerisce un approccio complesso che ricorre a un’adeguata modellazione fisico-matematica. L’utilizzo di modelli complessi permette una migliore descrizione della realtà e dei parametri ambientali che concorrono e consente di predire con un adeguato grado di approssimazione gli effetti degli interventi sull’ambiente. Gli strumenti modellistici consentono inoltre, grazie alla simulazione di differenti scenari, una pi attenta fase di pianificazione che potrebbe concorrere a un miglioramento dello stato di qualità dell’ambiente e della vita in genere per il periodo di tempo durante il quale si intende programmare la pianificazione.

Una soluzione, almeno parziale!
Quello che (ambiziosamente?) ci proponiamo è di dare un contributo per colmare il divario che ad oggi si osserva fra il mondo della ricerca in campo ambientale e l’effettiva successiva applicazione di strumenti e tecnologie. In particolare, gli strumenti che noi proponiamo sono modelli matematici adeguati a vari comparti ambientali